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ISTAT: Condizioni di vita e distribuzione del reddito in Italia PDF Stampa E-mail
L'indagine campionaria annuale Reddito e condizioni di vita è parte di un più vasto progetto, deliberato dal Parlamento Europeo e coordinato da Eurostat, che ha lo scopo di produrre e divulgare statistiche armonizzate sulle condizioni economiche e la qualità della vita dei cittadini europei (EU SILC - European Union Statistics on Income and Living Conditions).

I dati vengono correntemente utilizzati nei rapporti ufficiali sulla situazione economica e sociale dell'Unione Europea e costituiscono la base informativa per il calcolo dei principali indicatori di disuguaglianza e di coesione sociale. Inoltre, essi vengono messi a disposizione degli studiosi per l'analisi della povertà e dell'esclusione sociale.

L'indagine è stata effettuata nell'ultimo trimestre del 2008 su un campione di circa 21.000 famiglie (oltre 52.000 individui), rappresentativo della popolazione residente in Italia. Le domande hanno riguardato le condizioni di vita (occupazione, difficoltà economiche, spese per la casa) alla fine del 2008 e i redditi percepiti nel 2007.

Il reddito viene rilevato a livello sia individuale sia familiare, attraverso domande dettagliate che consentono di misurarne separatamente le diverse componenti.

Si anticipano i risultati (provvisori) relativi all'Italia, diffusi il 29 dicembre 2009:
Le difficoltà economiche che le famiglie riferiscono di aver sperimentato nei dodici mesi precedenti il periodo di rilevazione (ultimo trimestre del 2008) confermano il quadro segnalato dagli indicatori economici e finanziari. Nel 2008 cresce, rispetto all'anno precedente, la quota di famiglie che dichiara di arrivare alla fine del mese con molta difficoltà (il 17,0 per cento, contro il 15,4 per cento del 2007); inoltre, aumentano le famiglie che non riescono a provvedere regolarmente al pagamento delle bollette (11,9 per cento, contro l'8,8 per cento del 2007) e all'acquisto di abiti necessari (18,2 per cento, contro il 16,9 per cento). Statisticamente significativo è pure l'incremento delle famiglie cui è capitato di non avere, in almeno un'occasione, soldi sufficienti per pagare le spese per i trasporti (8,3 per cento, contro il 7,3 per cento del 2007) e di quelle che sono in arretrato con il pagamento del mutuo (7,1 per cento di quelle che hanno un mutuo, contro il 5,0 per cento). Risultano sostanzialmente stabili, rispetto al 2007, almeno a livello nazionale, le quote di famiglie che non si possono permettere di riscaldare adeguatamente la propria abitazione (10,9 per cento) e quelle che hanno risorse insufficienti per gli alimenti (5,7 per cento) e per le spese mediche (11,2 per cento). Quasi un terzo delle famiglie (31,9 per cento) ha poi riferito di non essere in grado di far fronte ad una spesa imprevista di 750 euro con risorse proprie.

Infine, è comune l'incremento di famiglie che, almeno in un'occasione, sono state in arretrato con le bollette (nel 2008, si tratta del 9 per cento nel Nord, dell'11,7 per cento nel Centro e del 16,7 per cento nel Mezzogiorno) e di quelle che hanno avuto difficoltà a pagare il mutuo (nel 2008, è il 6,0 per cento nel Nord, il 7,0 per cento nel Centro e l'11,2 per cento nel Mezzogiorno). Rispetto al 2007, il problema delle spese mediche conosce invece una maggiore diffusione solo nel Centro (dall'8,0 al 9,3 per cento). Tra le regioni del Nord e del Centro, il Piemonte e il Lazio evidenziano maggiori segni di disagio con, rispettivamente, il 16,3 per cento e il 17,1 per cento delle famiglie che dichiarano di arrivare a fine mese con molta difficoltà nel 2008. I sintomi di disagio economico sono più marcati al crescere della numerosità familiare per quasi tutti gli indicatori utilizzati, risultando particolarmente evidenti per le famiglie con cinque o più componenti. Nel 2008, più di un quinto delle famiglie monoreddito (20,6 per cento) dichiara di arrivare con molta difficoltà alla fine del mese. Le famiglie che possono contare su un reddito autonomo come fonte principale sono anche quelle che riportano meno frequentemente situazioni di difficoltà. Al contrario, le famiglie con entrate provenienti prevalentemente da capitale e da trasferimenti pubblici hanno più spesso difficoltà ad affrontare gli imprevisti e denunciano problemi in misura più elevata anche per gli altri indicatori considerati. La tipologia familiare che meno frequentemente riferisce di sperimentare difficoltà economiche è quella delle coppie senza figli (nel 2008, soltanto il 12,3 per cento dichiara di arrivare con molta difficoltà alla fine del mese). Le famiglie con figli risultano, invece, relativamente più esposte a situazioni di disagio: il 14,1 per cento delle coppie con figli e, tra queste, il 24,3 per cento di quelle con tre o più figli dichiara di essersi trovata in arretrato con il pagamento delle bollette (contro il 7,8 per cento di quelle senza figli). La situazione di maggiore vulnerabilità delle coppie con almeno tre figli è confermata anche dagli altri indicatori: il 30,7 per cento afferma di arrivare a fine mese con molta difficoltà, il 7,4 di aver avuto insufficienti risorse per le spese alimentari, il 25,8 per cento per le spese di vestiario e il 14,5 per cento di quelle che hanno contratto un mutuo è stata in arretrato con il pagamento delle rate. Insieme alle coppie con almeno tre figli, si trovano più frequentemente coinvolte in situazioni di difficoltà economica anche le famiglie con un solo genitore e gli anziani soli: il 39 per cento delle prime e oltre il 40,6 per cento delle seconde ritiene di non poter affrontare una spesa inattesa di 750 euro. Per gli anziani soli, l'insufficienza di risorse per il sostentamento di spese mediche si registra nel 15,1 per cento dei casi (circa un terzo più elevato del valore medio), mentre tra le famiglie monogenitore i problemi riguardano in particolare le spese alimentari (8,9 per cento a fronte di 5,7 per cento registrato per tutte le famiglie), il pagamento delle bollette (il 18,4) e quello del mutuo (9 per cento di quelle che hanno un mutuo). Inoltre, un quarto di queste famiglie dichiara di arrivare a fine mese con molta difficoltà. Rispetto alla generalità delle famiglie, la presenza di un solo minore non risulta associata ad una maggiore frequenza delle situazioni di disagio economico. In effetti, sono soprattutto le famiglie con due e, in misura ancora più rilevante, quelle con tre o più minori a non avere risorse sufficienti. Il 32,9 per cento delle famiglie con tre o più minori dichiara di arrivare con molta difficoltà a fine mese, il 42,3 per cento ritiene di non poter affrontare una spesa inattesa di 750 euro e il 14,2 per cento di quelle che hanno un mutuo sono state in arretrato con il pagamento delle rate. Nel 2008, inoltre, il 27,7 per cento delle famiglie con tre o più minori si è trovato almeno una volta in arretrato con le bollette, il 28,9 per cento ha avuto problemi per l'acquisto di vestiti necessari, il 15,6 per cento per le spese mediche e il 9,0 per cento per quelle alimentari. Infine, il 16,1 per cento dichiara di non avere risorse sufficienti per riscaldare adeguatamente l'abitazione e il 17,7 ha avuto problemi a sostenere le spese per i trasporti. Per le famiglie in cui sono presenti due o più anziani, l'incidenza delle situazioni di disagio risulta generalmente inferiore rispetto alla media nazionale, ad eccezione delle difficoltà a sostenere spese mediche, che riguardano, nel 2008, il 13,0 per cento dei casi. Viceversa, le famiglie in cui è presente un solo anziano si trovano più frequentemente costrette ad affrontare problemi economici, soprattutto in relazione alle spese per il riscaldamento (13,6 per cento) e ad una spesa imprevista di 750 euro (36,2 per cento).

 
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