Anche in Friuli Venezia Giulia i diritti alzano la voce!
 Udine, sabato 27 febbraio

Presso l'atrio della Stazione dei treni si è tenuta una conferenza stampa sul tema del welfare.
All'incontro hanno partecipato numerose organizzazioni della società civile, operatori, cittadini, richiamando l'attenzione di gran parte della stampa locale. Tra il pubblico anche Kristian Franzil, assessore all'Istruzione, Politiche giovanili e Diritti di cittadinanza del Comune di Udine.

L'evento si inserisce all'interno di una giornata di mobilitazione nazionale a cui hanno aderito un gruppo significativo di soggetti del Terzo settore, decisi a far conoscere all'opinione pubblica le idee e le proposte della campagna I diritti alzano la voce, sul tema dello Stato sociale nel nostro Paese

Nel capoluogo friulano l'iniziativa è il risultato di una partecipazione più ampia e che ha coinvolto tutte le province della nostra regione. All'interno dei locali delle FS di Udine si sono infatti raccolti persone e gruppi provenienti da Pordenone, Gorizia e Trieste, per chiedere con forza più welfare, più servizi sociali, più investimenti sui diritti fondamentali della persona.

Si è scelto di utilizzare gli spazi delle stazioni di tutte le province - dove sono state svolte delle azioni di volantinaggio - ed il treno come mezzo di raccordo per rappresentare simbolicamente l'unità di un paese rispetto ad un tema così trasversale come quello dello stato sociale, e per comunicare come l'evento di oggi non sia un episodio isolato, ma la tappa di un percorso più lungo.

La conferenza stampa si è aperta con la presentazione delle "10 proposte per un'Italia civile" che i promotori della campagna hanno presentato a Roma il 25 febbraio. Le 10 proposte - sulle quali è stata organizzata una raccolta di firme partita proprio il 27 febbraio - riguardano aspetti centrali per un nuovo welfare: varare i livelli essenziali di assistenza da garantire su tutto il territorio nazionale; estendere l'indennità di disoccupazione a tutti i disoccupati e limitare l'uso dei contratti flessibili affinché non si traducano in precarietà; introdurre il reddito minimo di inserimento; dotare il Fondo nazionale per la non autosufficienza di risorse adeguate; definire un Piano nazionale per la chiusura degli istituti segreganti per le persone con disabilità; investire nella formazione degli adulti e in progetti di riqualificazione professionale per disoccupati e cassintegrati; dare la cittadinanza e il diritto di voto ai migranti che da cinque anni risiedono in Italia, riconoscendo come italiani i figli degli stranieri che nascono nel nostro paese; aumentare le risorse destinate all'aiuto ai Paesi poveri dallo 0,16% allo 0,7% entro il 2015; riformare il sistema carcerario, ricorrendo alle misure alternative quando non c'è pericolosità sociale; combattere l'evasione fiscale e usare le risorse incassate per garantire i diritti sociali.

Così come avvenuto a livello nazionale, anche in Friuli Venezia Giulia negli scorsi mesi è stata lanciata la costruzione di un tavolo di lavoro permanente in continua espansione, che attualmente conta più di 40 adesioni e i cui partecipanti si sono impegnati a scrivere un documento di proposta sui singoli settori del welfare che diventi piattaforma di riflessione, di promozione, di richiesta verso i vertici istituzionali. L'obiettivo è che ogni cittadino possa contare su una rete di protezione sociale certa e definitiva, a partire da una fonte sicura di risorse economiche che gli permetta di vivere dignitosamente, quindi dall'accesso universale ai servizi. La tesi è che se la Regione Friuli Venezia Giulia in passato è stata all'avanguardia per ciò che concerne le innovative legislazioni sui servizi socio sanitari, sul volontariato, sulla solidarietà sociale, sulla cooperazione internazionale, sulla pace e i diritti umani, sull'integrazione degli immigrati, sulla tutela dei cittadini, oggi tutto questo sistema viene progressivamente smantellato.

Con questi riferimenti è stata annunciata la programmazione di un convegno sul welfare che sarà realizzato in collaborazione col Comune di Udine il prossimo 27 marzo 2010 presso il Teatro Palamostre.

In Friuli Venezia Giulia la campagna è promossa da:

CNCA FVG, ACLI FVG, Legacoopsociali FVG; Federsolidarietà FVG; Mo.V.I. FVG; Auser Regionale FVG; COREMI FVG - Coordinamento Regionale Tutela Minori; Libera Trieste; Anteas FVG; ARCI FVG; Conferenza Regionale Volontariato e Giustizia; Beati i costruttori di pace - Friuli Venezia Giulia; Rete Diritti di Cittadinanza FVG; Comitato Primo Marzo - gruppo di Pordenone; Comitato Primo Marzo - gruppo di Udine; Consorzio Leonardo; CeVI - Centro Volontariato Internazionale di Udine; Consorzio Interland Trieste; Aracon cooperativa sociale onlus; Aracon gruppo polivalente; Comunità di San Martino al Campo; La Quercia soc. coop. sociale; Associazione di volontariato Il Noce; Il Piccolo Principe soc. coop. sociale; Centro studi sociali Luigi Scrosoppi; Comunità Arcobaleno onlus; Comunità di Rinascita; La Zeje soc. coop. sociale; Mhandy soc. coop. sociale; Itaca Società cooperativa sociale onlus; Icaro - volontariato Carcerario di Udine; Centro Volontari Cooperazione allo Sviluppo (CVCS Gorizia); Associazione La Tela; Associazione Familiari Alzheimer Pordenone ONLUS; CE.S.I. - Centro Solidarietà immigrati ONLUS.

Info stampa:
Enrico Librio (CNCA FVG) - cell. 340 9821083
www.idirittialzanolavoce.org
Per la Segreteria CNCA FVG
Paolo Macor
Enrico Librio